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giugno 12, 2017 No Comments

UDINE – La vittoria – scontata – è arrivata. La goleada, che il ct Ventura auspicava alla vigilia, anche. Seppur non delle proporzioni necessarie per superare la Spagna in classifica. L´Italia si sbarazza del Liechtenstein per 5-0 grazie ai gol di Insigne, Belotti, Immobile, Bernardeschi e Gabbiadini e resta a pari punti nel girone G con la nazionale spagnola, vittoriosa in Macedonia per 2-1. Differenza reti comunque ridotta (+4 in favore degli iberici), Il prossimo 2 settembre Italia e Spagna si scontreranno a Madrid per il primo posto nel girone.

SUPER INSIGNE – Notevole la prestazione di Lorenzo Insigne, un gol e un assist, propositivo e molto ispirato per tutta la partita. Buona l´intesa con i compagni del reparto avanzato. Ingiudicabile la prova della difesa azzurra, il Liechtenstein si è visto una sola volta concretamente in avanti al 30´ del primo tempo con Polverino, che dalla distanza ha spaventato Buffon, strappando gli applausi del pubblico di Udine. Gol (regolare) annullato a Candreva dopo due minuti, primo tempo chiuso sull´1-0 e Italia nervosa, Nota di merito per lo splendido gol di Insigne, unico azzurro subito in partita, che sblocca il risultato con un destro volante a impreziosire uno splendido controllo. Di tutt´altro tenore la ripresa, dove all´Italia è riuscito tutto: combinazioni e finalizzazioni. Da registrare un palo di Immobile, sfortunato e unico del reparto avanzato a non trovare la rete. Pregevoli sia il gol di Belotti, piattone destro a giro dopo assist filtrante di Insigne, che quello di Eder, a seguito di una bella combinazione con il “Gallo”. Bernardeschi, all´esordio, con un sinistro dalla distanza, ha trovato il primo gol in Nazionale. Anche Gabbiadini, subentrato nella ripresa a Belotti, ha il tempo scrivere il suo nome del tabellino dei marcatori.

VENTURA: «ABBIAMO AVUTO PAZIENZA» – A fine match il ct azzurro Gian Piero Ventura è apparso soddisfatto della prestazione dei suoi giocatori, soprattutto per come sono riusciti a tenere la concentrazione dopo un primo tempo nervoso: «Il primo tempo è stato utile, perché abbiamo capito che con la voglia di “strappare” non si ottiene il risultato. Bisogna arrivare alla sfida con la Spagna senza andare “fuori giri”. Il problema del primo tempo non sono state le occasioni, ma come arrivavamo a crearle. Nel calcio serve pazienza, lo abbiamo capito, e nella ripresa lo abbiamo anche dimostrato, perché i gol sono arrivati in maniera ragionata». Felice anche l´uomo partita, Lorenzo Insigne: «Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile, nessun partita è mai scontata quando si giocano le qualificazioni mondiali. Abbiamo dato il massimo, l´imporante era vincere. Sappiamo che a Madrid sarà dura, ma se mettiamo la cattiveria giusta e giochiamo di squadra possiamo dire la nostra. Quest´anno ho fatto grandi cose con il Napoli, quando sono in Nazionale cerco di ripagare la fiducia che mi danno i miei compagni e il mister, sperando di portare in alto la Nazionale».

IL TABELLINO:

ITALIA (4-2-4): Buffon; Darmian, Barzagli, Chiellini, Spinazzola; De Rossi, Pellegrini; Candreva (60´ Bernardeschi), Belotti (75´ Gabbiadini), Immobile (67´ Eder), Insigne.
Ct. Ventura
LIECHTENSTEIN (4-4-2): Jehle; Goppel, Gubser, Malin, Rechsteiner; Buchel, Hasler, Polverino (87´ Quintans), Burgmeier (68´ Wolfinger); Frick, Salanovic (60´ Brandle).
Ct. Pauritsch

RETI: 35´ Insigne, 52´ Belotti, 74´ Eder, 83´ Bernardeschi, 91´ Gabbiadini
AMMONITI: 44´ Polverino (L)
ARBITRO: Clancy Kevin
GUARDALINEE: Connor Francis, Carr Sean
STADIO: Dacia Arena di Udine

Fonte: corrieredellosport.it

 

 

PARIGI – La ´Decima´ a Parigi. Rafa Nadal trionfa ancora una volta al Roland Garros, battendo nettamente Stan Wawrinka con il punteggio di 6-2, 6-3, 6-1. Un successo che permette allo spagnolo di entrare nel mito: mai nel tennis maschile un giocatore era riuscito a vincere 10 edizioni di un singolo Slam. Solo Margaret Smith Court, tra le donne, è riuscita in un´impresa del genere con 11 Australian Open. Rafa Nadal conquista la storia con quella leggerezza con la quale ha affrontato tutto il torneo: la partita sembra squilibrata come fosse una di primo turno, ma i meriti del maiorchino sono nettamente superiori alle mancanze di Wawrinka. Questo nuovo Nadal è infatti meglio di quello vintage. Due numeri lo certificano: in tutto il torneo Rafa solo 35 game persi, solo 6 break subiti e soprattutto nessun set concesso agli avversari. Solo nel 2008 era andato vicino a queste cifre con 37 game persi e 9 break subiti.

NADAL: “VITTORIA SPECIALE” – Wawrinka perde quindi la sua prima finale in uno Slam, era 3/3, mentre Nadal si conferma imbattibile nell´ultimo atto del Roland Garros, dieci successi su altrettante finali disputate in Francia: “Incredibile, vincere la Decima per me è speciale”, ha dichiarato a caldo il fuoriclasse di Manacor. “Ringrazio tutti quanti, sono emozionato”, ha detto Nadal, che ha provato a ringraziare il pubblico francese nella lingua locale (“ma lo parlo veramente male”, ha aggiunto scherzando). Dopo aver visto un video tributo preparato dal Roland Garros, Nadal ha aggiunto: “E´ difficile per me parlare oggi, quello che riesco a dire è solo grazie. Essere stato qui tutti questi anni è incredibile. Per me è un torneo speciale e lo preparo ogni volta in una maniera speciale. Grazie a tutti, soprattutto a mio zio Toni: senza di lui non avrei potuto vincere neanche un trofeo. Grazie per il vostro sostegno”, ha concluso.

LA PARTITA – Incontro squilibrato. Il tennis di Nadal è offensivo, con dritti arrotati, pieni di effetto e vicinissimi alle righe laterali o di fondo. Impossibile per Wawrinka cercare vincenti. Lo svizzero può solo difendersi e sperare in un calo di intensità dell´avversario. Calo che non arriva durante il match. Nadal è pressoché perfetto al servizio: 35 punti su 42 vinti con la prima, 65% di punti vinti con la seconda. Meglio dello svizzero con la prima (52%). Impossibile creare le condizioni di una partita quanto il leader degli scambi serve anche nettamente meglio dell´avversario. L´equilibrio regge per 5 game al primo set. Poi un break (con solo un 15 per Wawrinka) che vale il 2-4, Nadal. Poi un altro per chiudere sul 2-6: 1-0 per lo spagnolo.

Nel secondo inizia a servire a Rafa, e dopo aver difeso il turno di servizio, lo spagnolo gioca un game perfetto. Wawrinka serve bene, ma Nadal è dominante negli scambi. Dritti arrotati, rovesci lungo linea irresistibili: è subito 0-2 Rafa. Impossibile per lo svizzero rimontare, perché Nadal non concede neanche l´ombra di una palla break. Agile 6-3 e anche il secondo set è dello spagnolo. Sulla scia dei primi due, Wawrinka perde subito il servizio al terzo. Il pubblico del Roland Garros un po´ si spazientisce e – tra un tentativo di ola e qualche grido di incitamento per lo svizzero – assiste a una terza frazione a senso unico. Sull´1-3 servizio Wawrinka, Nadal rifila il colpo del ko: annulla due palle-game all´avversario (la prima con un rovescio lungolinea debordante) e si porta sull´1-4. Nadal trionfa nella sua città d´adozione, nel suo torneo, entrando ancor di più nella storia. Tra lui e Murray, n.1 al mondo, ci sono solo 2700 punti e il britannico dovrà difenderne molti accumulati nella brillante seconda metà del 2016. Non è impensabile che lo spagnolo possa tornare ancora una volta sul tetto del mondo.

I COMPLIMENTI DI STAN – Wawrinka a fine partita ha riconosciuto i giusti meriti al rivale: “Complimenti, sei stato troppo forte”, ammette. “E´ stato un onore giocare contro di te, sei un esempio. Voglio complimentarmi anche con il tuo team con il quale sei riuscito a fare una splendida carriera”, aggiunge Stan. “Mi scuso con chi mi è stato accanto, non sono riuscito a realizzare il sogno, grazie per il lavoro che avete svolto”.

Fonte: repubblica.it/sport

 

 

 

Inarrivabili Morata e Aubameyang, complicato Belotti. La pista giusta per il nuovo centravanti del Milan si è rivelata André Silva. Portoghese, 22 anni a novembre, è considerato tra i giovani più promettenti d´Europa.

LA SVOLTA — Un segnale che la trattativa stesse decollando era dato dalla presenza a Milanello di Jorge Mendes, potentissimo agente dell´attaccante. Nelle ultime l´ore l´accelerata decisiva: lunedì mattina l´attaccante svolgerà le visite mediche.

Fonte: gazzetta.it

 

 

 

Spalletti chiama, Perisic non risponde. E´ andato a vuoto il tentativo del nuovo allenatore dell´Inter per convincere a restare il croato, che vuole il Manchester United con cui ha già un accordo per un ingaggio raddoppiato rispetto ai 3 milioni a stagione guadagnati a Milano. Il club nerazzurro non intende scendere sotto quota 50 milioni di euro per il suo cartellino, 10 milioni in più rispetto all´ultima offerta della squadra inglese allenata da Mourinho.

100 MILIONI – Sul mercato in uscita ci sono anche Brozovic (15 milioni), Banega (10 milioni), Jovetic (13 milioni), Ranocchia (10 milioni) e Biabiany (6 milioni). In totale farebbero 104 milioni di euro, mentre il risparmio lordo sugli stipendi invece sarebbe di 21,8 milioni secondo la Gazzetta dello Sport.

Fonte: calciomercato.com

 

KINGSTONE – Usain Bolt saluta la sua Kingston con una passerella trionfale. Il pluricampione olimpico si è imposto in 10″03 negli ultimi 100 metri della sua carriera sul suolo giamaicano. Quasi una passeggiata per il primatista mondiale in una serata in cui a prevalere sono soprattutto le emozioni degli oltre 30mila spettatori presenti al National Stadium per l´ultima gara casalinga del re della velocità.

All´evento, ribattezzato ´Salute to a Legend´ (in italiano ´Saluto a una leggenda´) proprio in onore di Bolt, hanno assistito dal vivo anche il primo ministro giamaicano Andrew Holness e il presidente della Federazione internazionale di atletica (Iaaf), Sebastian Coe. “E´ stata una delle mie peggiori gare, non sono mai stato così nervoso. La mia performance non è stata fantastica ma non mi sono preoccupato del tempo. Volevo solo correre davanti ai miei tifosi”, ha detto Bolt, che chiuderà la sua carriera ai Mondiali di atletica di Londra il prossimo agosto. L´addio di Bolt alla sua Giamaica è stato celebrato anche con i fuochi d´artificio che hanno illuminato a giorno il National Stadium. Lo sprinter, vincitore di 8 ori olimpici e 11 titoli iridati e primatista mondiale sui 100 e 200 metri, si è imposto davanti ai connazionali Jevaughn Minzie (10″15) e Nickel Ashmeade (10″18), poi ha baciato la pista e salutato il suo pubblico con un giro d´onore.

Fonte: repubblica.it/sport

 

 

Lo scenario dell´ultima spiaggia per i Cleveland Cavs si ripete, ma questa volta il grado di difficoltà aumenta, perché per tenere aperte le Finali NBA serve un successo in trasferta. Gara5 che si disputa alle 3 ora italiana (SkySport2) rappresenta il secondo match-point per il titolo per Golden State, e arriva dopo il successo dell´orgoglio dei Cavs di venerdì notte in gara4, quando i campioni in carica hanno sfiorato la perfezione in attacco. Una prova che deve essere ripetuta questa notte, in un match destinato a fermare gli Stati Uniti: a testimoniare l´attesa è anche il prezzo dei biglietti più cari, visto che due tagliandi della prima fila sono stati venduti a 45.000 dollari ciascuno, un valore vicino ai biglietti record di gara7 delle Finali 2016 (49.500 dollari).

Cavs più decisi
Per tenere aperta la serie, a Cleveland servirà un´altra prova di Kyrie Irving degna di gara3 e gara4, quando il playmaker ha realizzato 78 punti complessivi. «Irving sarebbe favoloso anche nel 3 contro 3 olimpico» ha detto JR Smith, esaltando le doti di uno contro uno di Irving, immarcabile in gara4 anche per Klay Thompson. Ma non è l´unico particolare del quarto atto che Tyronn Lue e i Cavs puntano a ripetere. Il tecnico di Cleveland ha sottolineato in modo esplicito l´atteggiamento più deciso dei suoi: «Nelle prime tre partite eravamo stati troppo “bravi” e puliti per i miei gusti, in gara4 invece abbiamo fatto sentire di più il nostro fisico» ha detto. «Nel quarto atto non abbiamo vinto soltanto perché abbiamo tirato bene, ma perché abbiamo cambiato atteggiamento, siamo stati più duri». Un esempio? Quando a inizio serie JaVale McGee, centro di riserva di Golden State, aveva rifiutato la mano di LeBron James per rialzarsi dopo essere finito a terra, Lue ha avuto l´ispirazione con una considerazione in stile Pat Riley. «Siamo noi a dover rifiutare la mano degli avversari: dobbiamo essere tosti».

La dinastia di Durant
Non concedere la mano ai Warriors, ma lasciare la pressione sulle loro spalle. «Del resto sono loro a condurre 3-1 la serie, sono stati loro ad aggiungere Kevin Durant in estate» ha detto Richard Jefferson. Proprio Durant è stato il fattore chiave per il vantaggio di Golden State, viaggiando a 34.3 punti di media con il 43% da tre nelle Finali. «Se non avessimo perso il titolo, lo scorso anno, non avremmo mai preso Durant» ha ammesso Draymond Green, raccontando la genesi di una delle principali operazioni di mercato della storia, un innesto destinato a creare la dinastia vincente dei Warriors. Nei playoff, l´ex Oklahoma City ha aumentato il proprio rendimento, salendo dai 25.1 punti di media della regular season a 27.8, scollinando il 40% dalla distanza. Il tutto, però, senza togliere la ribalta a Steph Curry, il cui rendimento è a sua volta aumentato nel corso della post-season (da 25.3 a 27.7 punti, dal 41% al 43% da tre) in cui i californiani hanno vinto 15 partite su 16, diventando una macchina infernale. Per questo Durant sente che il proprio primo titolo è vicino: «Ne manca soltanto una, è ora di chiudere la serie».

Fonte: lastampa.it

 

 

La stagione del Napoli si è chiuso al terzo posto e la qualificazione al preliminare di Champions League. Per cause di forza maggiore, pertanto, i partenopei avranno delle vacanze ridotte e si ritroveranno già i primi di luglio per preparare la doppia sfida che già a fine agosto può indirizzare la prossima annata sportiva. Il Napoli ha impressionato sia per capacità realizzative che per il gioco espresso. Da qui si riparte per migliorarsi ancora. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli è al lavoro per dare a Maurizio Sarri i rinforzi giusti per puntellare l´organico e mandare via gli esuberi.

I PROBABILI PARTENTI

Pepe Reina (valutazione di mercato 2 milioni di euro, età 34) – Il portiere iberico sembra davvero al passo d´addio. Malgrado le dichiarazioni di circostanza il suo secondo ciclo all´ombra del Vesuvio sembra essere finito. Giuntoli è alla ricerca del sostituto e il nome di Cragno sta prendendo quota.

Lorenzo Tonelli (valutazione di mercato 8 milioni di euro, età 27) – Una stagione tormentata per i guai fisici, poi il ritorno e anche le reti. Alla fine, però, il centrale difensivo non ha convinto appieno la dirigenza partenopea che lo ha messo nella lista dei possibili partenti.
Emanuele Giaccherini (valutazione di mercato 1,5 milioni di euro, età 32) – Era arrivato per contendere il posto a Callejon, ma alla fine Giaccherini ha guardato tante partite dalla panchina. Non è riuscito a entrare nelle rotazioni di Sarri e il suo futuro è lontano dal San Paolo. Vorrà tentare di entrare nella lista dei 23 per il Mondiale in Russia e dunque andrà via per giocare di più

Leonardo Pavoletti (valutazione di mercato 11 milioni di euro, età 28) – L´esplosione di Mertens come centravanti e il recupero fisico dopo un problema al ginocchio hanno reso difficile il suo inserimento con i partenopei. E adesso con il ritorno a pieno titolo di Milik e quello di Zapata (che comunque dovrebbe andare anche lui via) per Pavoletti gli spazi si riducono. L´addio è quasi certo e si vorrà recuperare almeno una parte dei 15 milioni di euro.

CONFERMATI

Lorenzo Insigne (valutazione di mercato 35 milioni di euro, età 26) – Insigne è reduce da una stagione ad alti livelli. Maturazione tecnica e tattica e anche maggiore prolificità in fase offensiva: 49 presenze in stagione con 20 reti con l´acuto al Bernabeu a impreziosire un´annata che si è conclusa con il meritato rinnovo di contratto fino al 2022

Dries Mertens (valutazione di mercato 28 milioni di euro, età 30) – Fino a dicembre il belga era la classica ala valida tecnicamente, ma molto discontinuo. L´infortunio di Milik e le difficoltà con Gabbiadini (poi ceduto) e Pavoletti (alle prese con guai fisici) lo hanno messo al centro del progetto di Sarri. Goal a grappoli, prestazioni superlative. 27 reti in campionato e conseguente rinnovo di contratto.

Arkadiusz Milik (valutazione di mercato 19 milioni di euro, età 23) – E sì, malgrado la seconda parte di stagione complicato, il Napoli ripartirà anche da lui. Vuoi perchè aveva fatto vedere grandi cose nella prima parte dell´annata sportiva appena finita, vuoi perché si vuole puntare sulla sete di rinvicita del polacco, dotato di forza e atleticità.

Piotr Zielinski (valutazione di mercato 20 milioni di euro, età 23) – Pupillo di Sarri che lo ha già avuto all´Empoli, il polacco ha spodestato Allan nelle gerarchie in mediana. Corsa, inserimenti e velocità. Zielinski ha tutto per diventare uno dei migliori interpreti del campionato nel suo ruolo. Lo scorso anno ha giocato tanto (47 partite), ma segnato poco (6). Può ancora migliorare e la dirigenza partenopea punta su di lui.

I PROBABILI ARRIVI

Alex Berenguer (valutazione di mercato 6 milioni di euro, età 21) – L´ala sinistra dell´Osasuna è da tempo sui taccuini di Giuntoli. C´è già un´offerta alla squadra basca e si attendono novità in merito.

Adam Ounas (valutazione di mercato 4 milioni di euro, età 20) – Il calciatore del Bordeuax è un altro nome che piace alla dirigenza campana. Ha un contratto fino al 2021 e una valutazione abbordabile. La scorsa stagione ha totalizzato 30 presenze con 4 reti segnate.

Alessio Cragno (valutazione di mercato 3,5 milioni di euro, età 22) – Il portiere dell´Under 21 ha disputato un´ottima stagione al Benevento, neo promosso in A e potrebbe davvero prendere l´eredità di Reina. Nella trattativa potrebbe entrare anche Luigi Sepe, attualmente sotto contratto con gli azzurri.

Suso (valutazione di mercato 15 milioni di euro, età 23) – Il rinnovo con il Milan tarda ad arrivare e così il Napoli tenta il colpaccio. A Sarri piace molto per la sua duttilità. Il giocatore avrebbe anche espresso gradimento per la destinazione visto che ritroverebbe anche diversi connazionali. Sarà il perfetto alter ego di Callejon anche per le capacità di effettuare entrambe le fasi di gioco.

Fonte: itasportpress.it

 

 

Adesso e´ ufficiale: Fabio Capello sara´ il nuovo allenatore dello Jiangsu Suning. Il coordinatore tecnico del grande gruppo cinese, Walter Sabatini, ha scelto di puntare fortemente sugli italiani, affidando la panchina del club di Nanchino della Chinese Super League (la massima divisione calcistica cinese) all´ex ct di Inghilterra e Russia. Capello avrebbe firmato un biennale da circa dieci milioni netti all´anno e sara´ affiancato da Cristian Brocchi e Gianluca Zambrotta. Oltre a loro dovrebbero sbarcare in Cina anche il di preparatore atletico Giampiero Ventrone e il preparatore dei portieri Franco Tancredi.

Fonte: tuttosport.com

 

L´avventura in rossonero di André Silva è già iniziata. La chiusura della trattativa lampo con il Porto è arrivata domenica, con il super procuratore Jorge Mendes e il suo assistito già a Milano. Questa mattina il centravanti portoghese, classe ´95, è arrivato attorno alle 8 alla clinica La Madonnina e ha svolto le visite mediche di rito. All´uscita le prime parole: “Sensazioni bellissime, il Milan è un sogno”.

Musacchio, Rodriguez, Kessie. Ora André Silva. Non si ferma la campagna acquisti del Milan che al 12 giugno ha già chiuso quattro acquisti importanti e pesanti. L´ultimo è quello, un po´ a sorpresa, del promettentissimo attaccante portoghese. Una trattativa nata a Cardiff, durante la finale di Champions, occasione nella quale il duo Fassone-Mirabelli ha potuto contattare Jorge Mendes, agente di André Silva. In settimana, poi, si è trattato col Porto, che aveva blindato il proprio gioiello con una clausola da 60 milioni di euro. Come fa, allora, il Milan a strappare il sì dei portoghesi con un´offerta da 38 milioni, bonus inclusi? Semplice: il Porto deve incassare per adempiere al Fair Play Finanziario, per il quale è già stato sanzionato. E allora non ci sarà nemmeno la clausola che permetterà ai portoghesi di incassare il 20% di una futura rivendita del calciatore.

André Silva, che ha debuttato in nazionale portoghese nell´agosto del 2016, era a Milano già domenica con Mendes. Gli incontri positivi hanno permesso ai rossoneri di far svolgere già le visite mediche: una trattativa che doveva essere veloce, come anche le procedure di rito (visite, test fisici a Milanello, firma e foto ufficiali). Questo perché André Silva dovrà subito ripartire per il Portogallo, che sarà impegnato nella Confederations Cup in Russia da sabato 17 giugno al 2 luglio. Motivo per il quale salterà il ritiro coi rossoneri (che inizierà proprio il 2) e potrebbe non essere pronto per il preliminare di Europa League a fine mese: quando tornerà dalle vacanze avrà messo nelle gambe troppi pochi allenamenti in vista del primo impegno ufficiale dei rossoneri.

“MI ISPIRO A CRISTIANO RONALDO”
André Silva ha un bel rapporto con Cristiano Ronaldo dove è compagno in nazionale: “Non ho ancora avuto modo di parlare con Cristiano Ronaldo, il mio idolo è lui. Sono il suo erede? Calma, ho tanto da lavorare prima di fare certi pensieri”.

Ora è pronto a iniziare la nuova avventura rossonera: “Sono rimasto piacevolmente colpito e sorpreso da questa opportunità. Sono molto contento di essere qui al Milan, conosco la storia e la grandezza del club. È un sogno essere qui, come ho detto prima, tutti conoscono la grandezza dei rossoneri e i campioni che sono passati da qui. Essere rossonero è un punto d´arrivo, darò il meglio per questi colori, per vincere con questa grande maglia. Una o due punte? Non sono io l´allenatore, sarà lui a decidere il meglio per me e la squadra”.

Fonte: sportmediaset.mediaset.it

 

 

Broken Hart. Cuore spezzato. La stampa inglese gioca perfidamente col nome dell´ormai ex calciatore del Torino dal futuro incerto, lanciando l´allarme sulla possibile disoccupazione del 30enne di Shrewsbury: dorata, visto che mal che vada ha un contratto con il Manchester City fino al 30 giugno del 2019.

The Sun, per esempio, paventa l´ipotesi che Joe Hart possa perdere i prossimi Mondiali in Russia nel caso in cui non dovesse trovare una squadra. Scenario che peraltro si sta facendo strada anche nella testa del portiere della Nazionale inglese. «Adesso la cosa migliore è restare calmi – riflette -, ma è vero che non ho ricevuto neanche un´offerta finora».

Almeno di quelle che si aspetta Hart, sulla breccia da tanti anni e abituato a grandi sfide con la selezione dei Tre Leoni e fino all´anno scorso anche con il club di Manchester. «Se non gioco rischio di perdere la Nazionale – l´amara considerazione del portiere – penso sia una conseguenza normale, cercherò di risolvere questo problema il prima possibile. Non sono più un ragazzo, voglio trovare una sistemazione definitiva». Soluzione difficile, anche perché il suo club continua a sparare alto sul prezzo di vendita, oltre 20 milioni.

Fonte: lastampa.it

 

 

 

 

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