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giugno 17, 2017 No Comments

Non ci è arrivato dalla porta principale, quella è toccata nel suo girone al Venezia, ma il Parma alla fine ci è riuscito: di nuovo in Serie B. Fallito il 22 giugno 2015 con un buco di centinaia di milioni di euro, finito nell’inferno della serie D e, quest’anno, nel purgatorio della Lega Pro, il club emiliano ritorna nel calcio che conta. “Serie B obiettivo minimo”, urlavano i tifosi al momento di salutare la nuova società nata dopo la tragicomica vicenda Ghirardi-Taci-Manenti. Obiettivo conquistato. A fatica, con un pizzico di fortuna, non in modo trionfale, ma alla fine è solo il risultato che conta. Non è stata comunque una stagione facile. Esonerati in un sol giorno a dicembre l’allenatore Luigi Apolloni, il responsabile dell’area tecnica Lorenzo Minotti e il direttore sportivo Andrea Galassi con le conseguenti dimissioni del presidente Nevio Scala, il Parma è finito nelle mani del tecnico Roberto D’Aversa e del direttore sportivo Roberto Faggiano.
“La fine del calcio biologico”, tuonò lo stesso Scala che fino ad allora aveva presentato il nuovo club emiliano come il paladino di un nuovo modo di fare calcio. Già, sino a quando i risultati aiutano. In D, senza mai perdere, Apolloni aveva conquistato in carrozza la promozione, ma in Lega Pro la musica era cambiata e la posta in palio era troppo importante per restare fedeli alla linea sino in fondo. Meglio provarci allora come fanno tutti i club: via il tecnico, anzi via tutto lo staff dirigenziale che aveva fatto mercato e messo in campo la squadra. D’Aversa e Faggiano come primo atto, grazie ai soldi della proprietà, hanno comprato e non poco nel mercato di gennaio. Il Parma, a febbraio, era totalmente rivoluzionato con ben 7 nuovi giocatori titolari su undici. Ma il cammino restò difficile. Per diverse settimane la squadra emiliana si illuse di poter rimanere agganciata al Venezia. Metafora della stagione la sfida diretta con la formazione di Pippo Inzaghi in Laguna. Meritatamente in vantaggio 2-0, con una sonora lezione di calcio agli avversari per quasi un’ora, il Parma fu capace di farsi recuperare e di pareggiare alla fine 2-2. Lì di fatto si chiuse la rincorsa al primo posto, all’ingresso in serie B dalla porta principale. Il finale di campionato è stato un continuo alternarsi di alti e bassi, con sconfitte incomprensibili come quella con l’Ancona, ultima in classifica, in casa al Tardini. Poi i play-off, giocati senza mai entusiasmare sino all’epilogo con l’Alessandria di questa sera. Ora però per il Parma Calcio 1913 si apre una nuova era. Raggiunto il primo traguardo della serie B, la società guarda al ritorno nell’Olimpo vero del calcio. Senza fretta, senza rischiare nulla dal punto di vista economico e con un nuovo solido partner. I proprietari del club, sino ad oggi i massimi imprenditori locali ed un foltissimo azionariato diffuso che in questi mesi ha continuato ad ingrandirsi raccogliendo centinaia di adesioni e importanti risorse economiche, sono stati affiancati dalla cinese Desports, colosso del marketing sportivo dagli occhi a mandorla, che ha già versato nelle casse emiliane tre milioni di euro per il 30% della proprietà. Entro breve ne saranno versati altrettanti per salire al 60% con un programma di investimenti ulteriori di 15 milioni di euro proprio per essere protagonisti da subito anche in serie B. L’imprenditore parmigiano Marco Ferrari, deus ex machina del club emiliano, ma con al fianco big dell’industria come Guido Barilla, Pizzarotti Costruzioni e Dallara Automobili, resterà primo garante della parmigianità del club, ma il Parma cambierà ora che si è ritornati nel calcio d’élite. E logicamente i tifosi sognano ancora. Raggiunto, come previsto, l’obiettivo della serie B nel minimo tempo necessario, si vuole iniziare a pensare anche alla massima serie. Questa volta però non c’è fretta. L’era Ghirardi è ancora troppo vicina, troppo dolorosa, perché nella città emiliana si ipotizzi una scalata senza i conti in ordine.
ansa

Nessun romantico ritorno a Manchester, i dirigenti dello United sono rassegnati a vedere Cristiano Ronaldo indossare la maglia del Paris Saint Germain il prossimo anno. Dopo il clamoroso annuncio dell’attaccante portoghese, che ha chiesto al Real Madrid di essere ceduto, si è scatenata un’asta internazionale per il quattro volte Pallone d’Oro. Tra i primi club a bussare alla porta dei madridisti, l’ex club di Ronaldo, il Manchester United, pronto ad usare il carisma di Sir Alex Ferguson nei negoziati. Ma – scrive oggi il Daily Mail – i piani del club di Old Trafford sono stati frustrati dall’indiscrezione secondo cui l’agente di Ronaldo ha già raggiunto un pre-accordo con il Psg. L’incontro tra Jorge Mendes e il presidente dei francesi, Nasser Al-Khelaifi, è avvenuto nel pomeriggio della finale di Champions League, due settimane fa, all’hotel Hilton di Cardiff. Un meeting per verificare l’interesse e la disponibilità dei parigini a pagare l’esorbitante clausola rescissoria richiesta dal Real Madrid. Ottenute le sperate rassicurazioni da Al-Khelaifi, Mendes ha atteso che esplodesse il caso della presunta evasione di Ronaldo per riallacciare i rapporti con la proprietà qatariota. Nonostante la clausola rescissoria di Ronaldo sia stata fissata ad un miliardo di euro, Mendes è convinto che il Psg possa convincere il Real con un’offerta di 250 milioni di euro
ansa

Un gol di Scavone, dopo 11′ di gioco, e uno di Nocciolini, al 21′ della ripresa, hanno regalato al Parma la promozione in Serie A, permettendo agli emiliani di aggiudicarsi per 2-0 la finale dei Playoff del campionato di Lega Pro, disputata nello stadio Franchi, a Firenze. Per il club emiliano si tratta del ritorno nel grande calcio: era retrocesso in Serie B nella stagione 2014/15 e, dopo il fallimento, la squadra era stata iscritta al campionato di Serie D, da dove è risalita fino a tornare nei cadetti.
ansa

Mentre il fantamercato ventila scenari clamorosi (‘CR7′ al PSG e due tra DYBALA, LEWANDOWSKI e MBAPPE’ al Real) dopo il fragoroso sfogo del 4 volte Pallone d’Oro, più modestamente la campagna trasferimenti della Serie A comincia a muovere qualche passo un po’ più concreto
. E’ il caso dei colloqui in corso tra Inter e Fiorentina che non riguardano solo BERNARDESCHI (35 mln più Caprari), ma potrebbe coinvolgere anche VECINO e, soprattutto, BORJA VALERO, il preferito di Spalletti (6 mln l’offerta nerazzurra, 10 la richiesta viola).
L’Inter però deve rifarsi il look soprattutto dietro e viste le difficoltà ad arrivare a RUDIGER, DALBERT e Issa DIOP, ecco spuntare SKRJNIAR della Sampdoria, valutato 10 milioni. Come vice-Icardi, invece, il nome nuovo è quello di FALCINELLI del Crotone che il neo tecnico toscano potrebbe utilizzare “alla Dzeko”. La Juve si muove sottotraccia per DONNARUMMA (“E’ sul mercato e abbiamo il dovere di provarci”, le parole di Marotta), sta per chiudere per DOUGLAS COSTA (prossima settimana vertice decisivo), ma deve anche resistere al pressing del Chelsea per ALEX SANDRO Sandro: sese il brasiliano partisse in cambio di tanti milioni, sono 4 i nomi sul taccuino di Allegri per sostituirlo: DE SCIGLIO (Milan), MENDY (Monaco), Dalbert (Nizza) e CLICHY (svincolato dal City). Mihajlovic ha le idee chiare per il suo Torino: vuole CASTRO (Chievo) e DONSAH (Bologna) per rinforzare il centrocampo (ma sul ghanese c’è anche la Fiorentina), mentre col Napoli ha imbastito un discorso che coinvolge Duvan ZAPATA e TONELLI. Molto dipenderà dall’arrivo o meno sotto il Vesuvio di Mattia De Sciglio per il quale De Laurentiis sarebbe pronto a un sacrificio, prima di puntare sugli esterni d’attacco già individuati (BERENGUER e OUNAS). Con l’Udinese il club azzurro studia un possibile scambio PAVOLETTI-WIDMER.
L’Atalanta, che ha riscattato BERISHA dalla Lazio, continua a resistere alle avances del Milan su Andrea CONTI e del club di Lotito per il ‘Papu’ GOMEZ: solo davanti a offerte congrue (il laterale è valutato 30 mln, l’attaccante 20) i due partiranno. Intanto il club rossonero a inizio settimana dovrebbe chiudere per BIGLIA. In uscita PALETTA che potrebbe finire al Genoa, mentre per il dopo-Donnarumma il ballottaggio si sarebbe ristretto a PERIN-NETO.
La Spal per il ritorno in Serie A vorrebbe regalarsi PALOSCHI, mentre D’ALESSANDRO (Atalanta) è conteso da Genoa e Verona, anche se gli scaligeri non hanno perso le speranze di riprendersi in prestito ITURBE (ma la Roma dovrebbe concorrere al ricco ingaggio). Molto richiesto SIMEONE Jr, sul quale c’è l’interesse di Lazio e Fiorentina, ma la valutazione del Genoa al momento scoraggia tutti.
Radiomercato parla anche del possibile scambio KALINIC-BACCA, ma Corvino non sarebbe affatto convinto, mentre Sassuolo e Sampdoria hanno chiesto PUCCIARELLI all’Empoli. Matteo RICCI, quest’anno al Sassuolo, può tornare al Crotone via Roma, che intanto vuole regalare a Di Francesco i laterali richiesti: sul taccuino ci sono ZAPPACOSTA (SKORUPSKI può essere la contropartita per il Torino), KARSDROP e DARMIAN, mentre per SALAH siamo ormai in dirittura d’arrivo: il sito egiziano KINGFUT parla di ufficialità nel week-end. Arrivassero davvero tutti questi soldi, BERARDI potrebbe davvero seguire Di Francesco nella Capitale, soprattutto se poi Monchi dovesse cedere anche MANOLAS e/o PAREDES richiesti dallo Zenit di Mancini. Dalla Spagna Sport.es dà infine per ben avviate le trattative tra Roma e Nizza per il centrocampista ivoriano Seri del Nizza.
Chi invece ha intenzione di fare sul serio è il Chelsea: per il ‘Mirror’, il club di Roman Abramovich avrebbe stanziato 250 mln di sterline (285 milioni di euro) per soddisfare le esigenze di Antonio Conte che si chiamano Bonucci, Alex Sandro, Romelu LUKAKU e BAKAYOKO e l’oggetto del desiderio di mezza Europa (Barcellona e Bayern su tutti), Marco VERRATTI.

ansa

Il Portogallo ha battuto la Serbia, nella partita d’esordio del Gruppo B della fase finale dell’Europeo Under 21, del quale fanno parte anche Spagna e Macedonia. Nel match disputato a Bydgoszcz (Polonia), i lusitani sono passati in vantaggio al 37′ con Goncalo Guedes del PSG, bravo a raccogliere un rimbalzo in area e a incornare su assist di Podence. All’88’ è arrivato il raddoppio grazie a Bruno Fernandes, che ha sfruttato un assist di Sanches e ha concluso imparabilmente alle spalle del portiere Milinkovic-Savic, estremo difensore del Torino e fratello del Sergej che gioca nella Lazio.
ansa

L’esordio nella fase finale dell’Europeo Under 21 si avvicina e sale la tensione nel clan degli azzurrini, con il selezionatore Gigi Di Biagio che invita “a pensare a noi stessi, più che agli avversari”. “E’ vero che la Danimarca è molto cresciuta negli ultimi anni, ma dobbiamo pensare al nostro comportamento in campo – aggiunge – più che agli avversari”. L’Italia inaugurerà il proprio cammino nella fase finale del torneo continentale a Cracovia, alle 20,45, stemperando così la tensione che si è accumulata finora e che caratterizza abitualmente la marcia d’avvicinamento a una grande manifestazione delle squadre favorite. “Affronteremo una compagine di buon livello, organizzata e formata da buoni giocatori – le parole di Di Biagio, in conferenza stampa – sappiamo come giocano e come affrontarli”.
ansa

Se il procuratore frena, perché vorrebbe valutare altre situazioni, la Sampdoria spinge per la cessione del difensore centrale Milan Skriniar, all’Inter.
L’accordo di massima con il club nerazzurro è stato raggiunto su una valutazione di 23 milioni. Ci sono da sistemare i dettagli come la quantificazione della parte economica e quella delle contropartite tecniche. Il tecnico blucerchiato Marco Giampaolo per la sostituzione vorrebbe Andrea Ranocchia, già in maglia doriana due stagioni fa, e rientrato all’Inter dopo l’esperienza in Inghilterra. L’Inter potrebbe pagare per Skriniar circa 17 milioni e ricevere dai nerazzurri il cartellino di Ranocchia più il prestito di Gianluca Caprari, attaccante che l’Inter ha acquistato dal Pescara lo scorso gennaio.
ansa

La Russia ha vinto la partita inaugurale della Confederations Cup 2017. A San Pietroburgo ha battuto 2-0 la Nuova Zelanda con una rete per tempo. padrioni di casa in vantaggio al 31′ primo tempo grazie ad un’autorete di Boxall che devia il pallonetto di Glushakov nella propria porta.
Raddoppio nella ripresa al 24′ per merito di Smolov con un comodo tap-in dopo l’ennesimo buco della difesa neozelandese.
ansa

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